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Categoria: Videoclip

166 – Il male che ho (2018)

166 – Il male che ho (2018)

Mi fa male la mano

per i pugni che ho dato l’altra sera alla porta.

Ma va bene così:

è la volta che imparo quanto sono sbagliato.

Sai cosa c’è?

Il male che ho fatto, che ho fatto a te

è il male che ho

ed è colpa di un male che fa parte di me.

Mi potrai mai perdonare

quello che anch’io non mi posso perdonare?

Se non abbiamo il perdono 

che noi non ci possiamo dare 

come si può ricominciare 

e sconfiggere il male?

Se dico che

non è un male oppure non è un male se c’è

il male ha vinto,

a niente è servito e abbiamo perso io e te.

Non mi potrai mai perdonare:

ma c’è bisogno di chi lo possa fare!

Se non abbiamo il perdono 

che noi non ci possiamo dare 

come si può ricominciare 

e sconfiggere il male?

Mi fa male la mano

Mi fa male la mano

164 – Salvami ora (2017)

164 – Salvami ora (2017)

Non è colpa mia / sto simpatico al demonio
non mi lascia in pace / e sbaglio ad ogni passo
hai voglia a dirgli che / io voglio il paradiso!
ma lui ci prova gusto / e insiste a più non posso!

Il mio angelo custode / si è preso una vacanza
e mi ha lasciato qui / in balia di questa giostra
affondo coi miei errori / faccio male alle persone
spreco il tempo che mi è dato / e mi scavo la mia fossa

Ora, Tu salvami ora!
Ora! Salvami ancora!

Eʼ difficile lottare / Con armi inadeguate
Quando lʼavversario poi / è il più forte della classe
Io ti chiedo aiuto / mentre perdo la partita
e bruceranno poi / la mia anima e le ossa

Che cosa devo fare? / Non mi vuoi con te?
mi fa credere così / quel bugiardo tentatore
io scrivo le canzoni / per dire di un dolore
che so soltanto io / e che nessuno vede

Ora, salvami ora!
Ora! Salvami ancora!

Non voglio annegare in questo mare…
Io Vedo il bene,
ma faccio il male!

Ora, Tu salvami ora!
Ora! Salvami ancora!

156 – Marta (2015)

156 – Marta (2015)

Marta ha una porta / sempre aperta / per la felicità
Marta, non importa / se ha le scarpe / sbagliate / ma non fa niente
Marta, Se le chiedi / cosa sta facendo
Non lo sa… Ma lo fa!

E poi ha sempre, sempre, sempre, sempre, sempre
Qualcosa da dire, da fare e non si può fermare!
Se ci pensi bene
C’è solo una cosa
Per cui valga la pena
Vivere
Marta, Prega sempre / per le case, le auto, le persone
E tutto quel che vede
Marta, non ha mai fame / e si sazia
Di sorrisi e Caramelle
Marta, non lo vedi / che sta correndo?
verso dove… non lo sa!

E poi ha sempre, sempre, sempre, sempre, sempre
Qualcosa da dire, da fare
Che non puoi capire e non sa spiegare!

Marta se si arrabbia / è un furia
che si calma / lentamente

Marta fa i dispetti / ma dopo piange
e chiede scusa / dolcemente
Marta balla / su una musica
che non ha ritmo
ma balla e tiene il mondo
con un dito
perché:

Lei ha sempre, sempre, sempre, sempre, sempre
Qualcosa da dire, da fare
e non si può fermare mai!

154 – APProssimatIVO (2014)

154 – APProssimatIVO (2014)

Ho pronta una nuova canzone
L’ha pensata la mia fantasia
Che è così poco impegnata
E fa quello che può

Mi invento le note e gli accordi
Che comunque trovo già pronti
In qualche applicazione
Che ho nell’iPhone

Rit.

A volte vorrei fare tutto da me stesso
Anche se poi il risultato non è perfetto
Vorrei fare fatica
Ed essere approssimativo … ma vivo!

Vorrei restare ignorante
Non sapere la storia e la scienza
Esser nell’anonimato
E irraggiungibile

Mi basterebbe un foglio di carta
Per scrivere con la matita..
Funziona anche senza corrente
Mi sembra incredibile!

Rit.

Vorrei fare un quadro a metà
Mettere il sale nel caffè
Sbagliare strada andando a casa
Fare a meno di internet
Contar gli amici su una mano
E salutarli di persona
Delle opinioni della gente
… non me ne può fregare niente!

Se ottengo un solo “mi piace”
Per il testo di questa canzone
Ho sbagliato in qualche cosa
e non mi sono spiegato

Sto soltanto dicendo
Che se un giorno, all’improvviso
Qualcuno staccasse la spina?

153 – Una canzone per Simone (2014)

153 – Una canzone per Simone (2014)

Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare. Altrochè!
Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare.

Come fanno tanti cantanti potrei raccontarti di quanti problemi
incontrerai… e poi… li supererai
Che non sono sicuro di niente e la tua strada la trovi come tutta la gente
da te… ma ti ingannerei
Potrei augurarti di avere successo di essere un divo osannato da tutti
Perfino da chi… non sa chi sei!
Potrei anche dire che al mondo non c’è nessuno che è meglio di te
Da dimmi perché…. dovrei?
Se poi. tutto quello che mi importa è che tu abbia la coscienza
che la vita ti è donata!

Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare. Altrochè!
Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare.

Questa è una canzone di un padre che dice al figlio
Tutto il suo amore sperando che… comprenda
Comprenda che il tempo speso per cose banali
È tempo perso… e non tornerà… mai più!
Quindi spero tu faccia fatica e che la tua strada sia tutta in salita
Accanto a chi… ti è davvero amico
E spero ti metta in cammino al più presto per essere un uomo
che vive davvero… e che sia felice
Perché tutto quello poi conta è avere la coscienza
Che la vita è donata!

Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare. Altrochè!
Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare.

La mia sola certezza è che Gesù Cristo è il figlio di Dio
Ed io un peccatore… come tanti
Cioè una persona che non è capace di seguire davvero
Chi gli ha dato la vita… quelli sono i santi!
E sono quelli che hanno capito che è l’unica strada
che vale la pena seguire… e io per te
vorrei che tu non facessi tutti gli sbagli che ho fatto io
Che la mia vita… servisse a te.
Lo sai: Tutto quello poi conta è avere la coscienza
Che la vita è donata!

Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare. Altrochè!
Una canzone per Simone
è facile da dire, difficile da fare.
Ma eccola qui!
Eccola qui!

152 – Le ultime ore (2014)

152 – Le ultime ore (2014)

Ormai senza speranza, piangevo e pensavo
“E’ tutto finito!” E intanto gridavo:
“Il popolo ed il re vogliono la mia morte!
Ed è giusto così: è la mia sorte!”
Nessuno mai mi perdonerà

Condannati in tre alla stessa pena
Quell’altro che bestemmia, e non si rassegna
Questo che sta in mezzo è così silenzioso
Ma soffre per i chiodi e per tutto l’odio
Con cui la sua gente lo ha voluto qua

Poi ho visto sua madre / Con gli occhi bagnati di pianto
Un dolore pungente nel cuore / Come una ferita di spada
Suo figlio appeso alla croce / Il corpo bagnato di sangue
I segni della cattiveria / E sulle labbra una preghiera
E poi la mia: “ricordati di me!”

Son queste che viviamo le ultime ore
Inchiodati a delle croci senza pudore
C’è tanta gente intorno ma non per pietà
Vuole essere certa che questo Gesù
Nel dolore sicuro morirà

Ho guardato sua madre /Quegli occhi bagnati di pianto
Quel corpo bagnato di sangue / E la sua preghiera per loro
Così la mia: “ricordati di me!”
“Ricordarti di me”

Ed ecco la Speranza sul suo viso:
“Oggi sarai con me … in paradiso!”

 

 

TESTO E ACCORDI

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151 – Sulla strada di casa (2014)

151 – Sulla strada di casa (2014)

Quanta neve stasera
sulla strada di casa
sento l’eco dei passi che
mi han portato fin qui
mi han portato fin qui

Dolce odore nell’aria
una gioia che nasce
scorre lenta e sicura va
sopra questa città
sopra questa città

C’è il tuo volto sereno
che cammina con me
mi ricorda chi sono
io stupito ti guardo
e capisco chi sei

Camminando nel buio,
ho incontrato una stella
l’ho seguita fino a là:
quanta meraviglia!
Quanta meraviglia!

Lo cercavo da sempre
lo attendevo per me
è soltanto un bambino
che oggi nasce per noi
che oggi nasce per noi  

Tra la neve i miei passi
sulla strada di casa
c’è la luce già accesa e
loro aspettano me
io ho un regalo… con me!

Testo di Daniele Bomber Bottoni
Musica di Ivano Conti

icona-pdfSULLA STRADA DI CASA (accordi)

150 – Quel silenzio (2013)

150 – Quel silenzio (2013)

Hai mai notato che è facile soffrire?
Hai mai notato che è più facile morire?
Tu che dicevi che la vita è molto meglio se la vivi un istante dopo l’altro
Ma io che ho dato il cuore ed il cuore lo sento come il vento del mio passato

Lo vedi il sole nel tramonto che muore?
Quella luce è una ferita del cielo
Tu guardi intorno e vedi il segno di un’antica melodia che si è nascosta nella mente
Ma quello che io sento è quel sole che rischiara la mia storia e il mio presente

Le stelle adesso mi guardano dall’alto
E sento che la vita mi sta chiedendo tanto
Terra sconosciuta in cui vivere non voglio
Ma io devo attraversare … quel silenzio!

Dolci sorrisi trasportati lontano
Da quelle labbra la domanda: “Chi siamo?”
Tu che credevi di sapere com’è fatta la tua storia solo perché l’hai vissuta
Ma il solco sotto gli occhi racconta di un Mistero presente nella tua vita.

All’alba la natura si desta col prezioso dono del sole
E con il sole ogni cosa si veste di sorrisi e di speranza
E quello che ora senti è il vento della storia che ritorna … ma trasformato

Le stelle adesso mi guardano dall’alto
E sento che la vita mi sta chiedendo tanto
Terra sconosciuta in cui vivere non voglio
Ma io devo attraversare … quel silenzio! 

Luoghi scolpiti come pietra nella mente e forti braccia che mi tengono le mani
Io attraverso l’amarezza per vedere fino a dove mi ha portato questa notte
Trovo la pace tra i sorrisi della gente … della mia gente
Sento il sangue che percorre le ferite e che le cura
Vedo il volto di chi amo che ora cammina al mio fianco

Le stelle adesso mi guardano dall’alto
E sento che la vita mi sta chiedendo tanto
Terra sconosciuta in cui vivere non voglio
Ma io devo attraversare … quel silenzio!

 Testo di Daniele Bomber Bottoni e Ivano Conti
Musica di Ivano Conti