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Categoria: Misteri del rosario

200 – Al Giordano (2023)

200 – Al Giordano (2023)

è di qua che si va al Giordano?
c’è qualcuno che conosce la strada?
Chiedi a lui, che magari la sa…

Scusi… per andare al Giordano?
Quel sentiero se lo segui è sicuro…
Poi laggiù, oltre quelle colline

Lenta, scorre l’acqua
Azzurro, non è profondo
Poche piante sulle verdi sponde
il deserto intorno
E c’è pace, tanta pace su quel fiume
sembra quasi ricordarsi di voli d’angeli e canti celesti.

Ma perchè vanno tutti al Giordano?
è successo qualcosa in quel luogo?
Sarà meglio andare a vedere…

Lenta, scorre l’acqua
Azzurro, non è profondo
Poche piante sulle verdi sponde
il deserto intorno
E c’è pace, tanta pace su quel fiume
sembra quasi ricordarsi di voli d’angeli e canti celesti.

Una canna sbattuta dal vento?
Un profeta, anzi… forse di più!
Il più grande fra i nati di donna…

la la la….

199 – Alle nozze di Cana (2022)

199 – Alle nozze di Cana (2022)

Ero lì
che facevo il mio lavoro
chi era lui
non sapevo, ve lo giuro!
Quealcuno disse
“è un amico dello sposo”
è povero… non è pericoloso!

Non si sapeva
quali intenzioni avesse!
Si mormorava
“mantenere le promesse!
Con un potere
che non si è mai visto prima,
e qualche amico
in tutto una dozzina”

Alle nozze di Cana / sorprese / chi c’era
con un vino migliore / di quello / di prima!

mentre in cucina
c’era un gran macello
lui stava a tavola
e stava lì tranquillo
ma poi sua madre
bisbiglia al suo bambino
“figlio mio,
hanno finito il vino!”

grazie a lei
iniziò il compimento
di quel che fu
il grande cambiamento
con un gesto
che fu miracoloso
fece felice
i commensali e lo sposo!

Alle nozze di Cana / sorprese / chi c’era
con un vino migliore / di quello / di prima!

così per me
niente fu come prima
ogni mio gesto
era una pantomima
ma senza voler
esser moralista
volevo che
lui fosse ad ogni festa!

Alle nozze di Cana / sorprese / chi c’era
con un vino migliore / di quello / di prima!

163 – Nulla può il tempo (2016)

163 – Nulla può il tempo (2016)

 

Sono passati tre giorni di pianto e preghiera
Tre giorni di attesa senza dormire
Giovanni ha vegliato sul Tuo corpo spento
Con la certezza nel cuore che niente è perduto

Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua purezza 
Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua bellezza

Giovanni Ti guarda / e poi chiude gli occhi
Il sonno lo prende / appoggiato al muro
E resta così / vicino a Te…
Un profumo di rose / riempie la stanza.

Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua purezza 
Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua bellezza

Poi apre gli occhi / a un suono potente 
Un canto di gioia / viene dall’alto
Lui alza lo sguardo / e vede il Tuo corpo
Portato dagli angeli / nel regno dei cieli

Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua purezza
Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua bellezza

162 – Dove sei, figlio mio? (2016)

162 – Dove sei, figlio mio? (2016)

Dove sei, figlio mio?
E’ tutto il giorno che ti cerco e non ti trovo
Dove sei, figlio mio?
Pensavo che tu fossi tra gli amici o tra i parenti
Dove sei, figlio mio?
Non vorrei ti fossi perso e non trovi più la strada
Dove sei, figlio mio?
Ormai è quasi sera e cresce la paura
che qualcosa ti sia successo
è colpa mia: non ho vegliato
su di Te!

Dove sei, figlio mio?
Sto tornando alla città, forse sarai là?
Dove sei, figlio mio?
Se ti avessero rapito, fatto del male?
Dove sei, figlio mio?
Sei caduto e sei ferito? Ti senti abbandonato?
Dove sei, figlio mio?
Sono ormai quasi due giorni che ti cerco
se ti ho perso, ormai è certo,
è colpa mia che non ho vegliato
su di Te!

Dove sei, figlio mio?
Ti ho cercato nelle case, nelle strade abbondante
Dove sei, figlio mio?
La disperazione ha preso il sopravvento
Dove sei figlio mio?
Dove sei figlio mio?
Perché mi hai fatto questo
Non capisco dove ho sbagliato…
Non sono degna, questo certo,
Di esserti madre… non ho vegliato …
su di Te!

Ma perché, mi cercavate?
Non sapevate che io
mi devo occupare
delle cose del padre mio?

161 – Simeone (2016)

161 – Simeone (2016)

Stavo lì / Nel mio angolo, nascosto
Sognavo Chi / Avrebbe salvato il mondo
E non pensavo, e non speravo
Che sarebbe passato di lì
Tutt’altro… ero stanco
E non volevo… restare lì!

Fu così / Che li vidi passare
Lui era lì / Mi batteva forte il cuore
Mi avvicinai poco alla volta
Era in braccio a sua madre
Le chiesi di poterlo tenere…
E cantai:

“Ora lascia, o Signore,
che il tuo servo vada in pace
secondo la tua parola;
i miei occhi hanno visto
la salvezza che hai preparato
davanti ai popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”

Quelli che / avevano sentito tutto
Ridevano / e mi davano del matto
Ma Suo padre / e Sua madre
erano stupiti
di quelle parole / e della mia
benedizione.

“Ora lascia, o Signore,
che il tuo servo vada in pace
secondo la tua parola;
i miei occhi hanno visto
la salvezza che hai preparato
davanti ai popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”

Quando Lo ridiedi a lei
lei sorrise / ma già sapeva.
Un dolore le annunciai:
“Anche te /  Una spada trafiggerà l’anima”

160 – La nascita (2015)

160 – La nascita (2015)

La stalla ricavata dalla roccia di una grotta
Nell’angolo la cenere di un fuoco ormai spento
Le ragnatele appese alle travi del soffitto
Nella penombra un bue che si volta e li guarda entrare
Giuseppe fa un po’ di luce con una lanterna
Maria si avvicina al bue per scaldarsi
Lui le prepara un letto con la paglia
Stende il suo mantello, e la fa sdraiare:
Le dice: “Dormi, che sei stanca”

Poi raccoglie la legna che trova per terra
E con tutto il suo impegno accende un fuoco.
Intanto a Maria non riesce di dormire
In ginocchio, a mani aperte, comincia a pregare
Giuseppe chiude gli occhi e fa lo stesso
Maria alza lo sguardo oltre il tetto
Da una piccola fessura si vede la luna
Che sembra voglia entrare nella stanza
E un sorriso le nasce sul viso

Ed ecco
Cambia tutte le cose… le fa nuove!

Un raggio di luna entra e riempie la stanza
La grotta adesso è la sala di un castello
Le ragnatele sono diventate dei fili di perle
Brillano come diamanti, i cocci ed i sassi
Maria chiama Giuseppe che sta pregando
Così assorto, non si è accorto di nulla
Gli porge il bambino che ha tra le braccia
Lui… non sa cosa fare
Lo prende e lo scalda sul petto.

Questa
È la luce
Che cambia le cose… le fa nuove!

159 – La visitazione (2015)

159 – La visitazione (2015)

Maria che bello vederti / mentre scendo le scale
vedi, non riesco a parlare, / mi batte forte il cuore
Sarà che non son pù una bambina
Ed ogni gesto è più lento
E ho questo figlio nel grembo
Che è un dono del Cielo!

Adesso è così contento / Sembra che stia ballando
Si muove come non mai / E credo mi stia parlando
Mi dice: che grande onore
Che la madre del mio Signore
Sia venuta a trovarmi
Portando questa bella notizia!

Magnificat / Anima mea / Dominum…

“Benedetta sei tu / fra tutte le donne!
Benedetto è il frutto / del seno tuo!”
Sono queste le sole parole
Che ha senso dire
Mentre il tuo canto di lode
Canta del Suo grande amore!

Magnificat / Anima mea / Dominum…

“Il mio spirito esulta / in Dio, mio salvatore
perché ha guardato / alla sua umile serva.
Da ora in poi
tutte le generazioni
mi chiameranno beata:
grandi cose ha fatto in me
l’Onnipotente!”

Magnificat / Anima mea / Dominum…

157 – L’annunciazione (2015)

157 – L’annunciazione (2015)

Una semplice stanza
Un letto su un lato
Una tenda per porta
Ed un comodino
Lei tesseva e cantava
Un canto leggero
Con un desiderio…
Ma all’improvviso:

“Ti saluto, Maria / Il Signore è con Te
Tu sei Benedetta / Tra tutte le donne,
E sei piena di Grazia!”

Lei si alza di scatto
Non sa cosa dire
Ascolta soltanto
Lui parla di un Figlio:
“Sarà grande e potente,
Sarà figlio di Dio,
E salverà il mondo!”
Ma lei trema ancora…

“Non temere, Maria / Il Signore è con Te
Tu sei Benedetta / Tra tutte le donne,
E sei piena di Grazia!”

Con un filo di voce
E un po’ di timore
Lei domanda “Come?
Non conosco uomo!”
“Può tutto quanto
Chi ha fatto il mondo!
Attende soltanto
La tua risposta!”

Incrocia le mani sul petto / poi un inchino profondo:
“Ecco l’ancella di Dio! / Accada di me
Come hai detto!”

152 – Le ultime ore (2014)

152 – Le ultime ore (2014)

Ormai senza speranza, piangevo e pensavo
“E’ tutto finito!” E intanto gridavo:
“Il popolo ed il re vogliono la mia morte!
Ed è giusto così: è la mia sorte!”
Nessuno mai mi perdonerà

Condannati in tre alla stessa pena
Quell’altro che bestemmia, e non si rassegna
Questo che sta in mezzo è così silenzioso
Ma soffre per i chiodi e per tutto l’odio
Con cui la sua gente lo ha voluto qua

Poi ho visto sua madre / Con gli occhi bagnati di pianto
Un dolore pungente nel cuore / Come una ferita di spada
Suo figlio appeso alla croce / Il corpo bagnato di sangue
I segni della cattiveria / E sulle labbra una preghiera
E poi la mia: “ricordati di me!”

Son queste che viviamo le ultime ore
Inchiodati a delle croci senza pudore
C’è tanta gente intorno ma non per pietà
Vuole essere certa che questo Gesù
Nel dolore sicuro morirà

Ho guardato sua madre /Quegli occhi bagnati di pianto
Quel corpo bagnato di sangue / E la sua preghiera per loro
Così la mia: “ricordati di me!”
“Ricordarti di me”

Ed ecco la Speranza sul suo viso:
“Oggi sarai con me … in paradiso!”

 

 

TESTO E ACCORDI

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La salita al Calvario

La salita al Calvario

Sono un centurione
Al comando di Ponzio Pilato
Mi ha dato l’incarico
Di giustiziare il condannato
Portarlo là in alto
In cima al calvario
E con due malfattori
Crocifiggerlo!

Il peso della croce
Il dolore delle ferite
Il pianto delle donne
Tra gli insulti della gente
Il sole di mezzogiorno
La strada tutta in salita
Le spine della corona
Il sangue su tutto il corpo
Come si fa a non avere pietá?
Come si fa?

È un breve tragitto
E quando cade viene deriso
Fa caldo e una donna
Con un velo gli asciuga il viso
C’è tanto odio
Tra quella gente
Che vuole soltanto
Crocifiggerlo!

Il peso della croce…

Il mio nome è Longino
E i miei ordini non si discutono
Così comando a qualcuno
Che porti quel peso per lui
Loro protestano
Non sono soddisfatti
Mi guardo intorno:
C’è solo un amico vicino
E sua madre
Che cerca il suo sguardo!

 

 

icona-pdfla salita al calvario (accordi)