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Categoria: Volume 1

Cambiami

Cambiami

Guarda, sono qui non ci crederai, ma io
Sono proprio qui con l’anima ferita

Guarda è così non so com’è accaduto ma
Sono qui perché so che guarirai
Ogni ferita che ho

Cambiami, fammi crescere
Trasformami nell’uomo che lei
Vede in me
e che ancora non sono!

Guarda è così
Di quel che si è perduto, no
Non mi importa più
So che salverai
Ogni dolore che dò

Cambiami, fammi crescere
Trasformami nell’uomo che lei
Vede in me
e che ancora non sono!

 

 

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Gaia

Gaia

Conosco una bambina che si chiama Gaia
Ed è sempre molto spiritosa
Fa degli scherzi strani, si nasconde negli armadi
e quando non la trovi dal nulla salta fuori

Le piace proprio tanto disegnare
conosce i nomi dei colori in inglese
disegna principesse, a volte topolini
ed un cielo blu che non finisce più!

Ma non mi dire che non vuoi anche tu
essere suo amico e stare insieme a lei!
Sono sicuro che anche tu come me
la guardi mentre ride e ti senti felice!

Gaia non ha paura di niente
per questo è una bambina molto forte!
Il suo nome, poi, vuol dire “allegria”
ed è questa l’arma che tutti i mostri caccia via!

E poi è una bambina molto ubbidiente:
fa tutto quello che le dice la mamma!
Perchè ha imparato che ad ubbidire, sai,
qualsiasi cosa fa non si sbaglia mai!

Ma non mi dire che non vuoi anche tu
essere suo amico e stare insieme a lei!
Sono sicuro che anche tu come me
la guardi mentre ride e ti senti felice!

 

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Certezze

Certezze

Ho bisogno di certezze
Per viver la giornata
Ed i tuoi occhi e la tua bocca
Me le posson dare

Non sto parlando di carezze
Anche se non fan mai male
Ma parlo della tua presenza
Ogni giorno nella mia vita

Vorrei svegliarmi la mattina
E sapere che ci sei
E non importa sai se piove
Oppure se c’è il sole!

Perchè tutto quel che voglio
Quello che ho bisogno
È il tuo sorriso che mi dice che mi vuoi bene.

E’ da sempre che ti cerco
Potrei dirti il giorno e l’ora
Ma io non vivo del passato:
Ti cerco ora!

Così aspetto un tuo messaggio
Quello in cui mi dici
Che non passi mai un minuto
(Anche tu) senza cercarmi!

Sai la vita è così bella
Anche se poi è una sola
E per questo voglio passarla
Ogni istante insieme a te

Perchè tutto quel che voglio
Quello che ho bisogno
È il tuo sorriso che mi dice che mi vuoi bene.

 

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Goodbye

Goodbye

Non mi aspettavo, sai,
Di vederti a questa festa
In un periodo, poi,
Che quasi non ti avevo più in testa.
Penso a cosa fare:
Venirti a salutare
Oppure rimanere
Nascosto dalla gente?

Mi tremano le mani
Forse è per il freddo che fa
Una marlboro light
Per darmi un tono di tranquillità
È passato tanto tempo
E ti sento ancora dentro
Ma una vena di rancore
Mi fa restare qua

Se potessi ti stringerei la mano
Se potessi, lo sai
Se potessi ti porterei lontano
Se potessi, ma ormai forse me ne andrò.

Hai la giacca rossa nuova
È tutto quel che so ora di te
Parli con qualcuno
Io lotto tra i miei “se” ed i “perché”
Un amico si avvicina
Mi vuol portare via
Ti guardo ancora un po’
Forse lo ascolterò

Se potessi ti stringerei la mano
Se potessi, lo sai
Se potessi ti porterei lontano
Se potessi, ma ormai ora me ne andrò
Goodbye!

 

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Radio Ethel

Radio Ethel

Mentre fuori la bufera dona lampi e tuoni
Impazziscono gli allarmi, si spengono i lampioni
Radio Ethel mi descrive un’America lontana,
la mia voce sporca una musica profana
faccio foto ad un passato che vola via,
incolpo i miei pensieri, la mia fantasia.
Di tutto quel che è stato che nostalgia!
Ma se ormai “è stato” è solo colpa mia!

Tu non puoi capire: la tua radio è spenta,
e poi di Radio Ethel non conosci la frequenza!
Ora la pioggia contro i vetri, con i suoni di cristallo,
mi porta ancora più lontano: il finale è sempre quello!
Parlo a un angelo custode che non c’è mai!
Chiedo motivazioni per tutti questi guai.
Ritorna una domanda: “quanti anni hai?”
Sei stata tu la prima, non scordarlo mai!

Onde radio mai instabili
Mi portano
Verso luoghi impensabili
Dove, dove
Non sei tu!

Un fulmine improvviso divide cielo e terra
Non ho mai trovato un modo per finire questa guerra
Radio Ethel passa ora una bellezza già sentita
La bufera sgronda ancora con voce scolorita
Ed il vento sottolinea la melodia
Sembra quasi recitare una vecchia litania
In una eternità di istante la vita mia
È immersa dolcemente dentro una bugia!

Onde radio mai instabili
Mi portano
Verso luoghi impensabili
Dove, dove
Non sei tu!

 

 

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Posto al sole

Posto al sole

Sai cosa c’è che mi fa star bene quando penso a te,
che nessuno a questo mondo mi potrà portare via:
mi son ritagliato un posto al sole proprio al centro del tuo cuore,
e non puoi farci proprio niente e io non voglio andare via.

Passano i mesi, le estati, gli inverni
lontano da te.
Passano i giorni, i minuti, i secondi
ma sono sempre qui
nella mia piccola isola.

Sai cosa c’è che mi fa star bene quando penso a te,
il tuo bel viso che c’ho in mente è il sole che riscalda qui,
il vento le note che canti la sera quando torni a casa,
il tramonto, un cocktail tropicale che non dico che cos’è.

Passano i mesi, le estati, gli inverni
lontano da te.
Passano i giorni, i minuti, i secondi
ma sono sempre qui
nella mia piccola isola.

Poi cosa c’è, io lo so bene, vuoi vedere se
hai anche tu un posto al sole, qua, proprio dentro di me.
Sì, non c’è nessuno a questo mondo che ti può portare via,
è calmo il mare questa sera, è calda questa melodia.

Passano i mesi, le estati, gli inverni
lontano da te.
Passano i giorni, i minuti, i secondi
ma sei sempre qui
nella tua piccola isola,
nella tua piccola isola.

 

 

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Alla fine di questo sogno

Alla fine di questo sogno

Esce tutte le sere alle dieci tanto lei non chiama più,
prende l’auto che ha lasciato fuori perché non si sa mai:
la volta che chiama può servigli ed è pronta lì,
ingrana la prima e in poco tempo è sotto casa sua
ma lei non chiama
così è in giro per la sua città
ascolta la radio che passa
Montecarlo Night
e dice a quelle quattro ruote:

“Vai, vai, vai, portami dove vuoi:
mi sta bene un altro mondo,
basta che ci sia lei.
Vai, vai, vai, guidami dove sai
alla fine di questo sogno,
reale come lo vorrei !”

Esce tutte le sere alle dieci, torna all’una o giù di lì,
ha consumato benzina a chilometri senza un gran perché:
gli piace vedere la luna da dentro la sua “car”,
poi gli piace sognare che torna e se la trova là
Ma lei non chiama
e lui non sa bene come sta.
Prende dal pacchetto
una “sua” Marlboro Light
e dice a quelle quattro ruote:

“Vai, vai, vai, portami dove vuoi:
mi sta bene un altro mondo,
basta che ci sia lei.
Vai, vai, vai, guidami dove sai
alla fine di questo sogno,
reale come lo vorrei !”

 

 

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