169 – Via Osoppo (2018)

Son vegnuu sù in via Berètta
e la guerra la m’ha faa crèss in prèssa
tra canzon de la mala in de l’osteria
e i fascisti in la mia via

son staa in vacanza in via Filangeri
hoo giugaa a cart cont i veri bandii
son tornaa e hoo organizzaa
ona dura insèma a quei là

vestiti col Toni… in via Osoppo
abbiam preso tutto il malloppo
con un “ta ta ta tratta ta ta”
che Dio ci perdoni… se abbiamo rubato..
ma non abbiamo ammazzato
solo un “ta ta ta tratta ta ta”

Abbiamo assaltato un furgone
con un’attenta preparazione
Il bottino l’era importante
più di cento milioni e in contante

Coi mitra e i passamontagna
come una banda della Marsiglia
e senza sparare un colpo
solo a parole, facendo il verso

vestiti col Toni… in via Osoppo
abbiam preso tutto il malloppo
con un “ta ta ta tratta ta ta”
che Dio ci perdoni… se abbiamo sbagliato…
ma non abbiamo ammazzato
solo un “ta ta ta tratta ta ta”

Il mio nome è Jeff il bandito
Ma sapete perchè ve lo dico?
Io sognavo la bella vita,
le belle donne e tanti danee

Hoo brusaa la mia giovinèzza
A la ricerca de la ricchèzza
ma tra i mur de San Vittor
son pòver de tutt, anche de le ore…

vestiti col Toni… in via Osoppo
abbiam preso tutto il malloppo
con un “ta ta ta tratta ta ta”
che Dio ci perdoni… se abbiamo peccato…
ma non abbiamo ammazzato
solo un “ta ta ta tratta ta ta”

 

 

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168 – Gesù, il lavoratore (2018)

Gesù, figlio di un falegname
Gesù, figlio del Creatore
Gesù, il lavoratore
Gesù, il Salvatore

Un giorno tra la folla
c’era una donna in lacrime, disperata.
Le era morto il marito,
da sola, con 5 figli, disoccupata.
Nessuno parente voleva aiutarla
il figlio grande, di solo 8 anni,
non aveva ancora imparato
il mestiere di suo padre.
Lui era un falegname
e morendo aveva lasciato
un baule non completato
che lei non poteva vendere,
e non aveva più soldi,
nè speranza.
Le disse Gesù:
“Lavorerò io per te”.

Gesù, figlio di un falegname
Gesù, figlio del Creatore
Gesù, il lavoratore
Gesù, il Salvatore

Quando fu nell’officina
riprese in mano gli attrezzi così familiari
E mentre lavorava
insegnava al ragazzo come doveva fare.
Intanto un suo discepolo
gli disse “Quanto vorrei
un baule fatto da Te!
Avrebbe un valore infinito!”
“Se chiedi lo farò!
ma sai che lo pagherai
e il baule fatto da me
ha un prezzo ben definito!
Quei soldi andranno alla donna
e ai suoi figli.
E’ una lezione sul lavoro
e sulla carità.”

Gesù, figlio di un falegname
Gesù, figlio del Creatore
Gesù, il lavoratore
Gesù, il Salvatore

“Con il sudore del tuo volto mangerai il pane
finchè tornerai alla terra.”

Gesù, figlio di un falegname
Gesù, figlio del Creatore
Gesù, il lavoratore
Gesù, il Salvatore

 

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167 – Fammi andare via (2018)

Voglio andare via, qua non c’è più niente per me.

Fammi andare via… non disturberò mai più.

Non si noterà la mia assenza, vedrai.

Fammi andare via… immediatamente, se puoi

Voglio andare via.. non servo a niente quaggiù.

Forse è una bugia… non le mancherò, lo sai?

No, non soffrirà… ma farà finta, vedrai.

Fammi andare via… non piangerà per me!

Cosa vuoi che sia portarmi lassù con te?

Fammi andare via… almeno tu, mi vuoi?

Questa vita mia la offro a te, la vuoi?

e se la vorrai sarà un segreto tra noi,

tra me e te.

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166 – Il male che ho (2018)

Mi fa male la mano

per i pugni che ho dato l’altra sera alla porta.

Ma va bene così:

è la volta che imparo quanto sono sbagliato.

Sai cosa c’è?

Il male che ho fatto, che ho fatto a te

è il male che ho

ed è colpa di un male che fa parte di me.

Mi potrai mai perdonare

quello che anch’io non mi posso perdonare?

Se non abbiamo il perdono 

che noi non ci possiamo dare 

come si può ricominciare 

e sconfiggere il male?

Se dico che

non è un male oppure non è un male se c’è

il male ha vinto,

a niente è servito e abbiamo perso io e te.

Non mi potrai mai perdonare:

ma c’è bisogno di chi lo possa fare!

Se non abbiamo il perdono 

che noi non ci possiamo dare 

come si può ricominciare 

e sconfiggere il male?

Mi fa male la mano

Mi fa male la mano

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165 – Sorgi, o tutta bella (2017)

Fatti bella della tua più bella letizia

o Madre Vergine, che il tuo Sposo viene.

L’inverno è passato, le vigne in fiore

mandano il loro profumo

ed Egli canta:

“Sorgi, o tutta bella. Vieni, o mia sposa.

Sarai incoronata, sarai incoronata”

Ti darà una corona fatta di fuoco,

e il Suo spirito ti farà felice

o Madre Santa, si infonderà in te

con tutti i Suoi splendori.

E canterà:

“Sorgi, o tutta bella. Vieni, o mia sposa.

Sarai incoronata, sarai incoronata”

O regina della sapienza,

Sua regina, splendida sposa,

che hai saputo comprenderLo

sin dal mattino della tua vita

ed amarLo come nessuno mai amò.

“Sorgi, o tutta bella. Vieni, o mia sposa.

Sarai incoronata, sarai incoronata”

Sorgi, o tutta bella.

Sorgi, o tutta bella.


(testo tratto dal capitolo 637 – vol. 10 de “L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta)

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164 – Salvami ora (2017)

Non è colpa mia / sto simpatico al demonio
non mi lascia in pace / e sbaglio ad ogni passo
hai voglia a dirgli che / io voglio il paradiso!
ma lui ci prova gusto / e insiste a più non posso!

Il mio angelo custode / si è preso una vacanza
e mi ha lasciato qui / in balia di questa giostra
affondo coi miei errori / faccio male alle persone
spreco il tempo che mi è dato / e mi scavo la mia fossa

Ora, Tu salvami ora!
Ora! Salvami ancora!

Eʼ difficile lottare / Con armi inadeguate
Quando lʼavversario poi / è il più forte della classe
Io ti chiedo aiuto / mentre perdo la partita
e bruceranno poi / la mia anima e le ossa

Che cosa devo fare? / Non mi vuoi con te?
mi fa credere così / quel bugiardo tentatore
io scrivo le canzoni / per dire di un dolore
che so soltanto io / e che nessuno vede

Ora, salvami ora!
Ora! Salvami ancora!

Non voglio annegare in questo mare…
Io Vedo il bene,
ma faccio il male!

Ora, Tu salvami ora!
Ora! Salvami ancora!

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163 – Nulla può il tempo (2016)

 

Sono passati tre giorni di pianto e preghiera
Tre giorni di attesa senza dormire
Giovanni ha vegliato sul Tuo corpo spento
Con la certezza nel cuore che niente è perduto

Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua purezza 
Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua bellezza

Giovanni Ti guarda / e poi chiude gli occhi
Il sonno lo prende / appoggiato al muro
E resta così / vicino a Te…
Un profumo di rose / riempie la stanza.

Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua purezza 
Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua bellezza

Poi apre gli occhi / a un suono potente 
Un canto di gioia / viene dall’alto
Lui alza lo sguardo / e vede il Tuo corpo
Portato dagli angeli / nel regno dei cieli

Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua purezza
Nulla puó il tempo / nulla può il mondo contro la Tua bellezza

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162 – Dove sei, figlio mio? (2016)

Dove sei, figlio mio?
E’ tutto il giorno che ti cerco e non ti trovo
Dove sei, figlio mio?
Pensavo che tu fossi tra gli amici o tra i parenti
Dove sei, figlio mio?
Non vorrei ti fossi perso e non trovi più la strada
Dove sei, figlio mio?
Ormai è quasi sera e cresce la paura
che qualcosa ti sia successo
è colpa mia: non ho vegliato
su di Te!

Dove sei, figlio mio?
Sto tornando alla città, forse sarai là?
Dove sei, figlio mio?
Se ti avessero rapito, fatto del male?
Dove sei, figlio mio?
Sei caduto e sei ferito? Ti senti abbandonato?
Dove sei, figlio mio?
Sono ormai quasi due giorni che ti cerco
se ti ho perso, ormai è certo,
è colpa mia che non ho vegliato
su di Te!

Dove sei, figlio mio?
Ti ho cercato nelle case, nelle strade abbondante
Dove sei, figlio mio?
La disperazione ha preso il sopravvento
Dove sei figlio mio?
Dove sei figlio mio?
Perché mi hai fatto questo
Non capisco dove ho sbagliato…
Non sono degna, questo certo,
Di esserti madre… non ho vegliato …
su di Te!

Ma perché, mi cercavate?
Non sapevate che io
mi devo occupare
delle cose del padre mio?

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161 – Simeone (2016)

Stavo lì / Nel mio angolo, nascosto
Sognavo Chi / Avrebbe salvato il mondo
E non pensavo, e non speravo
Che sarebbe passato di lì
Tutt’altro… ero stanco
E non volevo… restare lì!

Fu così / Che li vidi passare
Lui era lì / Mi batteva forte il cuore
Mi avvicinai poco alla volta
Era in braccio a sua madre
Le chiesi di poterlo tenere…
E cantai:

“Ora lascia, o Signore,
che il tuo servo vada in pace
secondo la tua parola;
i miei occhi hanno visto
la salvezza che hai preparato
davanti ai popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”

Quelli che / avevano sentito tutto
Ridevano / e mi davano del matto
Ma Suo padre / e Sua madre
erano stupiti
di quelle parole / e della mia
benedizione.

“Ora lascia, o Signore,
che il tuo servo vada in pace
secondo la tua parola;
i miei occhi hanno visto
la salvezza che hai preparato
davanti ai popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”

Quando Lo ridiedi a lei
lei sorrise / ma già sapeva.
Un dolore le annunciai:
“Anche te /  Una spada trafiggerà l’anima”

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160 – La nascita (2015)

La stalla ricavata dalla roccia di una grotta
Nell’angolo la cenere di un fuoco ormai spento
Le ragnatele appese alle travi del soffitto
Nella penombra un bue che si volta e li guarda entrare
Giuseppe fa un po’ di luce con una lanterna
Maria si avvicina al bue per scaldarsi
Lui le prepara un letto con la paglia
Stende il suo mantello, e la fa sdraiare:
Le dice: “Dormi, che sei stanca”

Poi raccoglie la legna che trova per terra
E con tutto il suo impegno accende un fuoco.
Intanto a Maria non riesce di dormire
In ginocchio, a mani aperte, comincia a pregare
Giuseppe chiude gli occhi e fa lo stesso
Maria alza lo sguardo oltre il tetto
Da una piccola fessura si vede la luna
Che sembra voglia entrare nella stanza
E un sorriso le nasce sul viso

Ed ecco
Cambia tutte le cose… le fa nuove!

Un raggio di luna entra e riempie la stanza
La grotta adesso è la sala di un castello
Le ragnatele sono diventate dei fili di perle
Brillano come diamanti, i cocci ed i sassi
Maria chiama Giuseppe che sta pregando
Così assorto, non si è accorto di nulla
Gli porge il bambino che ha tra le braccia
Lui… non sa cosa fare
Lo prende e lo scalda sul petto.

Questa
È la luce
Che cambia le cose… le fa nuove!

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