Agosto 2025
Nel mio tentativo di cercare di imparare a suonare meglio la chitarra (e anche l’ukulele), per l’estate mi sono comprato un metodo di chitarra blues e mi ci sono applicato. Parlando con Marta le dicevo che mi sarebbe piaciuto scrivere la canzone sulla Stella Polare parlando di un naufrago disperso nel mare, e così la canzone è nata dall’immagine di una barca ferma in mezzo al mare, senza vento e senza motore. Da lì, le parole hanno seguito il ritmo di un blues lento, raccontando la solitudine, l’attesa e il dubbio di chi, nell’oscurità, trova all’improvviso una luce lontana. Ma il vero cuore del brano è la domanda: seguirla rischiando tutto, o restare fermi sperando ancora?
Sull’arrangiamento ho lavorato tanto, usando un approccio diverso dal solito e cercando di spremere al massimo le mie capacità di chitarrista.
Forse è una canzone un po’ lunga… ma dice tutto quello che c’era da dire, in musica e parole.