Marciano i soldati, marciano sulla strada
Marciano verso la guerra, dritti verso la morte
Non vogliono morire

Marciano i soldati, marciano e si fanno sentire
Marciano i soldati, e nascondono un dolore
Non vogliono morire

Vorrebbero scappare
Tornare dalla loro gente
Gridare che è finita
La vita ricomincia!

Camminano avanti e indietro come se non ci fosse niente
Camminano a testa alta e il loro sguardo non dice niente
Non vogliono morire

Vorrebbero scappare
Tornare dalla loro gente
Gridare che è finita
La vita ricomincia!

Sono stanchi i soldati, ma devono marciare
Bisogna far la guerra e vincere il nemico
Urla forte il generale per far vedere chi comanda
Urla ai soldati: “Marciate, il nemico è vicino!”
Ma chi è il nemico?
Ma chi è il nemico?
Ma chi è il nemico?

Vorrebbero scappare
Tornare dalla loro gente
Gridare che è finita
La vita ricomincia!

 

 

 


1 commento

Ivano Conti · 21 Ottobre 2012 alle 08:44

“I soldati” è stata la seconda canzone che ho scritto. Ricordo che lo spunto per il testo mi fu dato dopo aver visto “La grande guerra”, un vecchio splendido film con Alberto Sordi. La domanda di fondo era “Che cosa spinge un uomo a dare la propria vita quando tutto quello che vuole è vivere?”.
L’arrangiamento è volutamente lineare, senza grandi variazioni, a richiamare la marcia dei soldati e in qualche modo strizza l’occhio al brano principale della colonna sonora del film “Barry Lindon” di Kubrik, senza avere però la stessa maestosità orchestrale.

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